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Alana Rose si fa scopare la figa da Zeus Michaels prima di cacciarlo di casa
Altri dettagli
Nel cuore della notte, Alana Rose è stufa del suo inquilino Zeus Michaels e decide di sfrattarlo. Lui la supplica di lasciarlo restare solo un'altra notte, ma lei non ne vuole sapere. La tensione tra loro è palpabile mentre litigano nell'appartamento poco illuminato, ma la discussione presto si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Alana, con un top attillato e shorts, affronta Zeus, che è a torso nudo e disperato. Lui cerca di convincerla con parole dolci, ma lei non ci casca. Invece, lo spinge sul divano e gli sale in groppa, cavalcandolo. Iniziano a baciarsi, con le mani che vagano sui corpi dell'altro. Alana allunga la mano e gli afferra il cazzo attraverso i pantaloni, sentendo quanto è duro. Gli apre la zip e tira fuori il suo uccello, accarezzandolo lentamente prima di chinarsi per prenderlo in bocca. Gli succhia il cazzo con entusiasmo, muovendo la testa su e giù, prendendolo a fondo in gola. Zeus geme, con la testa all'indietro, mentre lei lavora con la bocca sul suo asta. Dopo qualche minuto di sesso orale, Alana alza la gonna e si posiziona sopra il suo cazzo. Scivola su di lui, prendendosi il suo uccello a fondo nella figa. Lo cavalca forte, rimbalzando sul suo grembo, con le tette che sobbalzano a ogni spinta. Zeus le afferra i fianchi, aiutandola a muoversi più veloce. Cambiano posizione, con Alana a quattro zampe sul divano e Zeus dietro di lei, che le sbatte il cazzo dentro da dietro. La scopata è dura, con le sue palle che sbattono contro il suo culo. Alana geme, spingendosi indietro per incontrare le sue spinte. Continuano in questa posizione, con il suono dei loro corpi che sbattono insieme che riempie la stanza. Alla fine, Zeus si tira fuori e si masturba, sborrando sul culo di Alana. Lei si gira, sorridendo, e si pulisce lo sperma dalla pelle. Lo sfratto è dimenticato per ora, ma Alana gli ricorda che deve comunque andarsene al mattino. Si alza, si sistema i vestiti e cammina verso la porta, lasciando Zeus sdraiato sul divano, sfinito e soddisfatto.
































